Arteriopatia ostruttiva degli arti inferiori
Le arterie, come si sa, sono le “tubature” che garantiscono attraverso il flusso sanguigno un adeguato apporto di ossigeno agli organi del nostro corpo.
Non tutte le cellule però presentano la stessa tolleranza all’ischemia, ovvero alla ridotta o assente ossigenazione.
Le cellule degli organi cosiddetti “nobili”, cervello e cuore, possono rimanere pochi minuti senza ossigeno prima di andare in necrosi, altre come quelle del tessuto muscolare hanno maggior resistenza, in virtù anche della notevole presenza di circoli collaterali in grado, se la ridotta ossigenazione avviene gradualmente, cioè in forma cronica, di supplire parzialmente al deficit perfusionale.
E’ quello che si verifica nell’arteriopatia degli arti inferiori, cioè in quella patologia a diverso impatto clinico in cui, per la presenza di ostacoli al flusso sanguigno alle gambe (stenosi/ostruzioni arteriose), di ossigeno in periferia ne arriva meno.
E quando ci accorgiamo di essere affetti dall’arteriopatia?
Quando i muscoli delle gambe, proprio nel momento in cui hanno maggior bisogno di “carburante”, l’ossigeno, cioè sotto sforzo, ne ricevono poco e conseguentemente fanno male.
Il dolore tipo crampo al polpaccio, al gluteo o alla coscia può avvenire dopo pochi passi o dopo una salita o affrontando un percorso accidentato o salendo le scale. Se la compromissione del circolo periferico è maggiore, il dolore può manifestarsi anche a riposo delineando un quadro ben più grave: l’ischemia critica.
In questi casi è consigliabile rivolgersi all’angiologo o al chirurgo vascolare, gli specialisti delle malattie circolatorie, che sono in grado di porre una diagnosi clinica e strumentale (eco-color-doppler) di certezza e consigliare il percorso terapeutico più appropriato che può essere farmacologico o chirurgico a seconda della gravità delle manifestazioni cliniche.

