Insufficienza venosa cronica2018-01-31T13:52:18+00:00

Insufficienza venosa cronica

L’insufficienza venosa cronica, viene definita una condizione clinica in cui è alterata la normale funzionalità del circolo venoso degli arti inferiori.
Questa patologia è molto comune nel sesso femminile e comprende sintomi di diversa entità a seconda gli stadi della malattia; il più comune (a volte presente anche nelle fasce di età più giovanili) è il senso di peso agli arti inferiori, accompagnato o meno da gonfiore alle gambe, che si accentua dopo una prolungata stazione eretta oppure seduta e che si può acutizzare nella stagione calda o in fase mestruale.
Con l’insufficienza venosa cronica viene spesso riferita la comparsa, non sempre accompagnata da sintomi, di venule dilatate, comunemente definite capillari”, di colorito rosso-bluastro, raggruppate a grappolo o a ventaglio in varie zone dell’arto.
Favoriscono l’insorgere dell’insufficienza venosa cronica oltre il sesso femminile, i disordini ormonali e i fattori costituzionali-ereditari, con presenza di analoghi problemi nei familiari

A volte sono evidenti vere e proprie varici, cioè vene di più grosso calibro, dilatate e tortuose, che possono esser presenti per tratti più o meno estesi della gamba e della coscia. In soggetti predisposti, la comparsa di varici può coincidere con la gravidanza o con l’inizio di una terapia ormonale ad esempio a fini anticoncezionali.
Nelle forme di vecchia può esser presente una compromissione dei tessuti cutanei e sottocutanei che si presentano pigmentati e induriti con retrazione sclerotica a livello della caviglia, instaurando un quadro di “gamba a fiasco” (dermo-ipodermite flebostatica). In questi tratti di tessuto alterato è facile il riscontro di dermatiti di vario tipo, di solito desquamanti e pruriginose (eczema varicoso).
Altra complicanza può essere la flebite varicosa, o varicoflebite, legata alla formazione di un trombo o coagulo all’interno della vena, che diviene turgida, dolente al tatto e ricoperta da cute fortemente infiammata.
Traumi anche di lieve entità possono causare, specie a livello di gomitoli venulari congesti nel terzo inferiore di gamba, emorragie a volte protratte che si riducono con il sollevamento dell’arto e la compressione.

E’ particolarmente indicata l’opera dell’angiologo nell’inquadramento diagnostico e terapeutico delle ulcere flebostatiche, la complicanza più pesante dell’insufficienza venosa cronica, legata ad un quadro varicoso primitivo o secondario a pregresse flebiti del circolo venoso profondo.

Insufficienza venosa cronica in breve

Sintomi

I segni e sintomi più comuni dell’insufficienza venosa cronica sono la pesantezza e il gonfiore alle caviglie, che si accentuano dopo prolungata stazione eretta o seduta, nella stagione calda o in fase mestruale. Le persone sovrappeso e prevalentemente sedentarie sono più esposte all’insorgenza della insufficienza venosa. Frequente la comparsa di “capillari” (venule dilatate di colorito rosso-brunastro) o di varici (vene di più grosso calibro, dilatate e tortuose) che possono evidenziarsi anche nel corso di una gravidanza.

Esami diagnostici

E’ erroneo ricorrere ad esami strumentali senza il preventivo inquadramento clinico fornito dalla visita angiologica. Solo così si potranno avere preziosi e insostituibili elementi relativi ai vari sintomi e all’entità del danno. Lo screening potrà essere coadiuvato dall’es. Doppler per una iniziale definizione dei reflussi (distretti venosi a flusso invertito) e della pressione venosa distale, indice del compenso funzionale.

Terapia

La terapia medica si basa soprattutto sull’osservazione di precise regole comportamentali, comprendenti norme posturali, idoneo esercizio fisico, controllo del peso, ecc.
L’uso di farmaci è di esclusiva competenza dello specialista, come anche la prescrizione di calze elastiche, che, se usate scorrettamente, possono risultare inutili o anche dannose.
Particolarmente importante è la corretta gestione delle ulcere , il cui trattamento dipende dall’indispensabile inquadramento diagnostico. Non è infrequente che la mancata guarigione di un’ulcera o il suo aggravamento dipendano da una diagnosi non precisata, dalla scarsa osservanza delle regole di igiene o dall’uso di medicazioni incongrue, consigliate da persone non esperte in questo difficile campo.

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