studio medico eur - Insufficienza venosa cronica

La patologia venosa è, a torto o a ragione, considerata la Cenerentola tra le malattie vascolari. Come Cenerentola quindi  può essere trattata (o meglio maltrattata) almeno fino all’avvento di qualche fatina salvifica. Nel suo contesto, le vene varicose costituiscono il capitolo più esteso, riguardando ben il 25-33% delle donne ed il 10-20% degli uomini. Tutti o quasi tutti nel corso della vita ne hanno sentito parlare, soprattutto se il problema ha riguardato qualcuno tra parenti o predecessori, e spesso se ne conoscono sintomi e complicanze. Ma l’IVC (Insufficienza Venosa Cronica) non riguarda solo la presenza di quelle vene dilatate e tortuose o di quei reticoli di piccoli capillari che rovinano l’estetica di molte gambe femminili: milioni di persone nel mondo soffrono di patologie venose funzionali, cioè senza segni clinici evidenti.  L’età media d’insorgenza delle malattie venose croniche è di 35-40 anni, con netta prevalenza nel sesso femminile ma dopo i 50-60 anni la differenza tra i due sessi scompare. Fattori determinanti per il suo insorgere sono rappresentati dall’obesità, dal numero di gravidanze, dal lavoro sedentario e dalla mancanza di attività fisica. La diagnosi clinica è fondamentale: la raccolta dei dati anamnestici e l’accurato esame obiettivo sono irrinunciabili e costituiscono la base per eventuali esami strumentali. La maggior parte dei soggetti si reca dallo specialista per sintomi più o meno rilevanti che, anche se non specifici, orientano nella diagnosi. Il più comune, riferito da circa l’80% dei pazienti, è il senso di peso gravativo che insorge più o meno precocemente nel corso della giornata, a seconda soprattutto della posizione assunta, e può esacerbarsi nelle stagioni calde. Il 60% soffre di dolori di varia entità e tipologia, anch’essi di solito localizzati nella parte distale degli arti, se non risultano rapportabili a  zone infiammate o ulcerate. Il 40% soffre di crampi notturni, di prurito, di bruciore o di formicolio, spesso riferito come “formiche che camminano”. Abbastanza specifica è la sindrome notturna delle” gambe senza riposo” che  induce il paziente ad alzarsi e a camminare e che risulta legata ad una neuropatia irritativa dei plessi nervosi perivenosi. Attenzione alle complicanze (che riguardano circa il 5% dei soggetti con I.V.C.): consultare lo specialista se si nota un improvviso gonfiore dell’arto interessato da varici, o se compare arrossamento e dolore; è opportuno consultarlo anche in caso di bruciore o prurito o di qualunque altra manifestazione cutanea.

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