

La metodica innovativa della sedazione virtuale è stata utilizzata in un’operazione di chirurgia aortica complessa e ha evitato la sedazione farmacologica ad un paziente 80enne, riducendo ansia e stimolo del dolore.
Questo è l’intervento all’avanguardia eseguito dal Dott. Lorido e dalle equipe delle unità operative di Chirurgia Vascolare da lui diretta e di Radiologia interventistica.
Obiettivo: alleviare i disagi legati all’anestesia locale soprattutto in procedure lunghe e a volte dolorose.
Il funzionamento è semplicissimo: un visore applicato a inizio intervento ed in pochi secondi il paziente entra in un’altra dimensione, dimenticando la sala operatoria, i medici e le voci che lo circondano. Davanti agli occhi scorrono solo immagini rilassanti: dai delfini che nuotano nell’oceano a mongolfiere in 3d, con in sottofondo una voce capace di allontanarlo dalla realtà chirurgica. Una distrazione in grado di ridurre, non solo la paura e l’ansia legate all’intervento, ma anche la percezione del dolore.
Si chiama sedazione virtuale ed è una metodica innovativa, recentemente introdotta nella Asl di Viterbo e basata su un approccio non farmacologico e non invasivo, utilizzabile per interventi in anestesia locale o spinale come appunto gli interventi di chirurgia vascolare, endovascolare e di radiologia interventistica.
In accordo con i professionisti della Radiologia interventistica e dell’Anestesia e rianimazione dell’Ospedale Santa Rosa di Viterbo si è deciso di impiegare questa metodica ad un paziente anziano con diverse patologie e ricoverato per un aneurisma dell’aorta addominale pararenale.
Il paziente è stato collaborante durante tutto l’intervento ed è rimasto ‘concentrato’ sulle immagini di realtà virtuale riprodotte nel visore. Non ha avuto necessità, dunque, né di sedazione farmacologica, né di terapia per controllo pressorio. Soprattutto, non abbiamo dovuto ricorrere all’anestesia generale, sempre rischiosa per i pazienti anziani.
Per l’Ospedale Santa Rosa di Viterbo è un importante traguardo in quanto si tratta del primo intervento “complesso” in cui è stata utilizzata la sedazione virtuale, dimostrando come il connubio tra professionalità ed innovazione tecnologica migliori l’efficacia delle cure, riduca l’invasività delle procedure alleviando il dolore dei pazienti.
