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L’arteria poplitea è un vaso che decorre longitudinalmente dietro il ginocchio in quella regione anatomica definita fossa poplitea ed è deputata all’irrorazione, attraverso le arterie tibiali, della gamba.
La dilatazione di tale arteria determina l’aneurisma dell’arteria poplitea (AAP), patologia a quasi esclusivo appannaggio del sesso maschile, presente bilateralmente nella metà dei casi e frequentemente (30%) associata ad aneurisma dell’aorta addominale. E’ una patologia subdola, come d’altronde lo sono gli aneurismi in generale, perché decorre nella grande maggioranza dei casi in modo asintomatico fino a quando non comincia a far parlare di sé. La storia naturale dell’AAP infatti è quello inevitabilmente dell’aumento delle dimensioni, evenienza che comporta un maggior rischio di avere complicanze.

Ma quali sono i reali rischi di un’aneurisma dell’arteria poplitea se, generalmente è asintomatico?

Quando un vaso si dilata, le pareti, fisiologicamente elastiche, perdono questa capacità e l’arteria nel tempo cresce in diametro fino a quando, come un palloncino pieno di acqua, non si rompe, producendo un’emorragia che se non trattata tempestivamente, mette a serio repentaglio la vita.
Se questo è vero per gli aneurismi dell’aorta addominale, lo è meno per quelli dell’AAP, perché questa crescita è generalmente contrastata dalla regione anatomica in cui si sviluppa: la regione poplitea infatti presenta strutture osse (ginocchio) e muscolo-tendinee in grado dall’esterno di rallentarne lo sviluppo e quindi la rottura.
La formazione di un aneurisma però fa si che il sangue all’interno di esso scorra in maniera vorticosa e non laminare e questo determina in alcuni punti della sacca aneurismatica il ristagno del sangue stesso che diventa poi coagulo ed infine trombo. Il trombo, che grossolanamente possiamo definire come sangue e suoi componenti solidificato, sotto la spinta della sistole cardiaca può mobilizzarsi (embolizzare) e occludere distalmente le arterie che originano dalla poplitea (vasi tibiali) o addirittura, se il trombo è di piccole dimensioni, le arteriole del piede con un fenomeno definito “microembolizzazione”. E’ chiaro come in questi casi l’esordio clinico possa essere grave con dolore, pallore ed ipotermia della gamba o del piede perché l’embolo ha prodotto una riduzione di vascolarizzazione dell’arto con un conseguente quadro di ischemia che sarà più o meno grave a seconda dei vasi distali coinvolti.

In caso di un aneurisma popliteo, come gestire una urgenza.

La gestione in urgenza di simili casi prevede una corretta diagnosi (pensare sempre ad un aneurisma popliteo quando ci si trova davanti ad un quadro di ischemia acuta) ed un conseguente tempestivo trattamento da effettuare. Si tratta sempre di procedure urgenti volte al ripristino di flusso sanguigno e che prevedono o l’infusione intraarteriosa locoregionale di farmaci così definiti fibrinolitici che hanno il compito di sciogliere il trombo o di intervento chirurgico a cielo aperto con i quali meccanicamente si tenta di estrarre il trombo.

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