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Le caratteristiche anatomo-patologiche delle lesioni arteriose diabetiche quando coinvolgono gli arti inferiori rendono il quadro del piede diabetico una patologia a sé stante, diversa da tutte le altre, non soltanto per la necessità di un inquadramento multidisciplinare, ma anche e soprattutto per la scelta del tipo di rivascolarizzazione da effettuare.

In cosa consiste la rivascolarizzazione del piede diabetico

La rivascolarizzazione (cioè l’intervento necessario a garantire maggior flusso di sangue ad un distretto che ne ha poco) nel piede diabetico rappresenta uno step fondamentale nel tentativo – non sempre vi si riesce – di mantenere la vitalità dell’arto.
Se non portiamo più sangue, le lesioni prodottesi, possono arrivare fino alla gangrena e non guarendo, l’infezione formatasi prenderà il sopravvento, nonostante la terapia antibiotica impostata. A questo punto, un intervento demolitivo sarà la nostra unica opzione terapeutica.

Ma perché è così difficile la rivascolarizzazione nel diabetico? La complessità da una parte è legata alla tipologia del paziente stesso che purtroppo a volte presenta anche altri distretti (cuore e reni su tutti) in cui il diabete ha prodotto i suoi danni, dall’altra al tipo di arterie degli arti inferiori coinvolte. Si tratta infatti, nella maggior parte dei casi, dei vasi tibiali, ovvero quelli dal ginocchio in giù, o plantari cioè del piede, che hanno un calibro ridotto e che quindi sia chirurgicamente (con un bypass), sia per via endovascolare (con angioplastica) sono di più difficile aggressione.

Ripetitività dell’intervento di rivascolarizzazione del piede diabetico

Il continuo miglioramento tecnologico ottenuto in questi ultimi anni, ha reso la metodica endovascolare la prima scelta in nella rivascolarizzazione del piede diabetico, consentendo, attraverso strumenti di piccolissime dimensioni, la ”riapertura”di arterie cronicamente occluse ed il ripristino di flusso sanguigno diretto alle zone interessate dalle ulcerazioni o dalla gangrena.
Sebbene non siano interventi duraturi, perché purtroppo le arterie tendono a riostruirsi a distanza, sono interventi ripetibili e generalmente durano il tempo necessario alla guarigione della lesione.
La Chirurgia Vascolare e la Radiologia interventistica sono le due discipline maggiormente coinvolte nella rivascolarizzazione del piede diabetico e a tutt’oggi la sinergia fra di esse consente di ottenere risultati incoraggianti nel salvataggio d’arto.

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