Chirurgia vascolare a cielo aperto 2017-12-22T15:39:48+00:00

Chirurgia vascolare a cielo aperto

La chirurgia vascolare nasce negli anni ’50 come disciplina separata e distinta dalle altre branche chirurgiche, anche se, è dai tempi degli antichi egizi o forse anche prima che, scienziati, medici o semplicemente studiosi del corpo umano, hanno subito il fascino dell’apparato circolatorio e delle malattie ad esso correlate .
Da sempre la riparazione di arterie o vene malate prevede la necessità di un intervento chirurgico tradizionale, ovvero un’incisione a livello della regione anatomica da trattare (addome, torace, arti inferiori, collo etc.) e la sostituzione (bypass) o la riparazione del vaso ammalato.
Gli interventi di chirurgia vascolare sono generalmente molto delicati ed in alcuni casi molto invasivi. Delicati perché interessano arterie che irrorano organi cosiddetti “nobili” come le carotidi per il cervello; invasivi perché anatomicamente alcuni vasi richiedono una grossa aggressione chirurgica (aorta addominale e toracica).

Chirurgia vascolare tradizionale “ a cielo aperto” per aneurisma aorta addominale

Storicamente la riparazione chirurgica di un aneurisma prevede la sostituzione del segmento di arteria malata con una protesi artificiale biocompatibile che viene cucita “sartorialmente”: per eseguire quindi un intervento di chirurgia vascolare “a cielo aperto” bisogna procedere ad un’anestesia generale, all’apertura dell’addome ed al “clampaggio” dell’arteria (ovvero il temporaneo arresto di flusso nell’aorta) per consentirne la sostituzione.

Sebbene sia una tecnica chirurgica sicura e validata nel tempo, è intuitivamente un approccio “invasivo” con recupero fisico post-operatorio lento non scevro da complicanze soprattutto nelle persone anziane

Chirurgia vascolare tradizionale per aneurisma degli arti inferiori (popliteo)

La sostituzione dell’arteria poplitea dilatata con l’ausilio di un intervento di chirurgia vascolare avviene attraverso la completa sostituzione del vaso malato. Al suo posto si effettua un bypass utilizzando o una vena autologa, cioè del nostro corpo, come per esempio la safena, o protesi sintetiche (dacron o goretex i materiali utilizzati).
Il recupero post-operatorio da questa tipologia di intervento è generalmente rapido e la ripresa della deambulazione avviene nei primissimi giorni dopo l’intervento.

Il dott. Antonio Lorido, è specialista in chirurgia vascolare dal 1999, svolge la sua attività presso la UOC di Chirurgia Vascolare ed Endovascolare dell’Azienda Ospedaliera San Camillo-Forlanini e di consulenza nel suo Studio Medico in zona Eur sempre a Roma.

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